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21-03-2018/00:00:00 Visitato: 81
CERTIFICAZIONE MEDICA PER INCIDENTI STRADALI

Lesioni personali da incidente stradale: gli obblighi per i medici

Dopo l’introduzione della legge sull’omicidio e lesioni personali stradali nel marzo del 2016, esiste per tutti i medici italiani il concreto rischio di incorrere nel Reato di Omissione di Referto o di Omissione di Denuncia (artt. 361-362-365 c.p.)

La legge 41 del 23/03/2016 ha introdotto, fra gli altri, un nuovo articolo (Art. 590-bis. Lesioni personali stradali gravi o gravissime); visto che di regola i reati, salvo esplicita previsione contraria, sono procedibili d’ufficio e che nel nuovo articolo la procedibilità a querela di parte non è prevista, le lesioni personali stradali gravi e gravissime, a differenza delle altre normali lesioni personali gravi e gravissime colpose, sono procedibili d’ufficio.

Ciò equipara le lesioni personali stradali gravi e gravissime alle lesioni personali colpose gravi e gravissime riguardanti violazioni delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale. La normativa che già i medici applicano quando si trovano di fronte a possibili infortuni sul lavoro o a possibili malattie professionali viene estesa alle lesioni personali stradali gravi e gravissime.

E’ quindi opportuno richiamare brevemente quali siano le condizioni (ex art 583 cp) che rendono le lesioni personali gravi o gravissime:

Lesioni personali gravi:

– malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa

– malattia o incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;
– indebolimento permanente di un senso o di un organo;

Lesione personali gravissime:

– malattia certamente o probabilmente insanabile;

– perdita di un senso;
– perdita di un arto, o mutilazione che renda l’arto inservibile, o perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, o permanente e grave difficoltà della favella;
– deformazione o sfregio permanente del viso;

Come si vede, NONOSTANTE QUANTO COMUNEMENTE SI CREDE RIGUARDO IL SUPERAMENTO DEI 40 GG DI PROGNOSI, le condizioni che rendono le lesioni personali gravi o gravissime sono molto più numerose;  ciascuna di esse, indipendentemente dall’esistenza delle altre, determina la trasformazione della lesione personale da lieve  in grave o gravissima, tanto da comportare una procedibilità d’ufficio.

A mero titolo d’esempio, chi abbia subito l’amputazione di un dito, la perdita di alcuni denti, una ferita deturpante al viso, una sordità da scoppio, indipendentemente dal fatto che la sua malattia sia durata più o meno di 40 giorni, sarà stato vittima di una lesione personale grave o gravissima; in questi casi sussiste la procedibilità d’ufficio.

I medici già sanno, applicando tale normativa nel caso di lesioni personali gravi e gravissime riguardanti infortuni sul lavoro o malattie professionali, che in caso di delitti procedibili d’ufficio sono tenuti a presentare un Referto (nel caso siano esercenti di un servizio di pubblica necessità) o una Denuncia (nel caso siano Pubblici Ufficiali o Incaricati di Pubblico Servizio).

 art 357 c.p. : chi riveste la qualifica di “Pubblico Ufficiale”

Il Direttore Sanitario di un ospedale pubblico, i medici ospedalieri, il Medico di Medicina  Generale  o Continuità Assistenziale, quando presti la sua opera nell’ambito del SSN, così concorrendo a formare e manifestare la volontà della Pubblica Amministrazione, il medico che presta la sua opera presso una casa di cura privata quando la prestazione venga svolta a carico del SSN

art. 358 c.p. : chi è definito “Incaricato di Pubblico Servizio “

Sono incaricati di un pubblico servizio, al di fuori delle previsioni sopra indicate, tutti i medici che a qualunque titolo prestino attività pubbliche,  prive di potestà di imperio e di certificazione

art. 359 c.p.: chi è “Esercente di un servizio di pubblica necessità” 

Chiunque presti privatamente un’attività sanitaria, senza il coinvolgimento del SSN

Che cosa rischiano questi medici in caso di omissione di Referto

In caso di omissione del Referto per dimenticanza o ignoranza dell’obbligo stesso, il medico (Esercente di un servizio di Pubblica necessità) incorre nel reato di omissione di referto (ex art 365 c.p.); se trattasi di Pubblico Ufficiale o di Incaricato di Pubblico Servizio incorre nel reato di omissione di denuncia (ex art 361-362 c.p.).

A chi devono essere inviati i Referti o le Denunce

Devono essere inoltrati all’Autorità giudiziaria, con la finalità che la notizia giunga a conoscenza della Procura della Repubblica.

Nella pratica il medico può trasmettere il documento (Referto o Denuncia) alla più vicina Stazione della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria, della Polizia Municipale, ecc.,  ossia al Comando della Polizia Giudiziaria che ha fatto il rilievo dell’incidente stradale.

Ad ogni buon conto si invia il Referto o la Denuncia all’Ufficiale di Polizia Giudiziaria più vicino, ricordando che il Referto deve pervenire:

 –    entro 48h dal momento in cui vi è cognizione dell’evento;

–    immediatamente, se vi è pericolo nel ritardo;

Comunque la Denuncia dev’essere sempre presentata senza ritardo.

I casi in cui il medico deve sempre fare Referto o Denuncia

In caso di incidente stradale il medico può essere coinvolto in termini certificativi, anche a distanza di tempo dall’evento:

–    allorché rilevi che, nonostante un’iniziale breve indicazione prognostica, la malattia o la prognosi di malattia superi dall’inizio i 40 gg,

–    qualora accerti l’esistenza di una qualsiasi delle altre condizioni sopra riportate.

Il Referto e la denuncia devono essere fatti non solo dai medici del PS, ma anche i MMG o gli specialisti, che successivamente vengano a conoscenza delle conseguenze di un incidente stradale.

Intervento di più medici nella valutazione delle lesioni

E’ bene ricordare che nel caso di intervento di più medici (anche in tempi successivi), su tutti grava l’obbligo di referto/denuncia, salvo che non si sia accertato che altri medici in precedenza abbiano già provveduto.

clicca qui per scaricare il fac-simile di Referto per l’Autorità Giudiziaria.

 

Certificati: per reati stradali malattia da refertare all’autorità giudiziaria. Gli obblighi per i medici

Fonte: Doctor33 – M. Miserendino

Occhio alla certificazione sui pazienti con esiti di lesioni post-trauma dopo incidente: la legge sull’omicidio stradale crea un problema in più al medico che certifichi il prolungamento della malattia per oltre 40 giorni. Rientrando le lesioni che portano a prognosi “lunga” tra quelle gravi, dallo scorso anno il “medico certificatore” deve avvisare l’autorità giudiziaria. La legge 41/16 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 70 del 24 marzo 2016 modifica l’articolo 590 bis del codice penale. E punisce con la reclusione chiunque violando le norme sulla circolazione provochi per colpa ad altri una lesione personale grave o gravissima. Le sanzioni in caso di ebbrezza o assunzione di sostanze stupefacenti arrivano a 3 anni di reclusione per lesioni gravi e a 7 per lesioni gravissime. La giurisprudenza ancora non avrebbe ancora stabilito se si sia creata una nuova fattispecie di reato o si siano introdotte nell’ordinamento solo delle aggravanti di reati esistenti. Molti giudici penali però potrebbero propendere per il secondo caso che, all’articolo 590 ultimo comma del codice penale, assoggetta il reato a procedibilità d’ufficio: il magistrato deve avere notizia delle lesioni gravi, che aggravano la sanzione.

Per il medico certificatore – che può essere anche il medico di medicina generale – c’è obbligo di referto e l’inadempimento si traduce esso stesso in reato: omissione di referto e/o omissione di denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio. In particolare, se in sede di processo civile per il risarcimento al paziente l’assicurazione scoprisse che la malattia è stata prolungata ma la lesione grave non è stata denunciata, il giudice civile dovrebbe allungare il fascicolo al pubblico ministero (ambito penale) perché quest’ultimo persegua il medico come atto dovuto. Il tema è oggetto di dibattiti e corsi di formazione, uno all’Ordine dei Medici di Piacenza a fine primavera con relazioni di procuratori della repubblica ha provato a evocare regole di buona condotta che tutelino il medico. Premessa: accanto all’omicidio stradale, le lesioni che possono portare a pene molto più dure del passato sono quelle gravissime (perdita di un senso, di un organo o di un arto o del suo uso, della capacità di procreare, perdita o grave difficoltà della favella, deformazione o sfregio permanente del viso) e le gravi come una lesione che mette in pericolo la vita, l’indebolimento di un organo o di un senso, una malattia lunga oltre i 40 giorni. «In quest’ultimo caso-spiega Anna Maria Greco vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza e medico legale-può accadere che i pazienti, notando che non sono ancora del tutto scomparsi gli ultimi effetti di un trauma di lieve entità (ad esempio il colpo di frusta) , chiedano al proprio curante in modo del tutto naturale il prolungamento della malattia oltre al giudizio prognostico espresso dal medico di Pronto Soccorso, superando così i 40 giorni.

La legge però è molto “netta” adesso con chi ha provocato l’incidente e il medico, cui è comunque da sempre richiesta la massima diligenza, dovrà eseguire un’accurata anamnesi e un esame obiettivo della massima precisione. Ove fosse incerto nel valutare la persistenza dello stato che impedisce il ritorno al lavoro deve chiedere la consulenza di uno specialista. La soglia di attenzione va tenuta molto alta». Formalmente si redige un referto o un rapporto? «La differenza tra referto e rapporto tende ad attenuarsi nella pratica. Il referto è redatto dal medico in qualità di pubblico ufficiale mentre il rapporto è dell’incaricato di pubblico servizio che denunci un reato perseguibile d’ufficio, entrambi sono forieri di sanzioni (fino a 516 euro ndr) e conseguenze penali se mancano o presentano problemi. Al di là degli aspetti formali, un certificato redatto con attenzione comporta che, al momento in cui il medico fosse chiamato a testimoniare in un processo, molto difficilmente gli si possano contestare mancanze tali da portare conseguenze sul piano giuridico». La prestazione va con Iva o no? «La comunicazione all’autorità giudiziaria è atto dovuto mentre la certificazione, su carta bianca, del prolungamento dello stato di malattia è un atto libero-professionale dunque è naturalmente a pagamento (non lo è quella del Pronto soccorso, ndr) e, in quanto prestazione assicurativa, soggetto ad Iva. Non vanno fatte pagare le richieste di accertamenti specialistici che anzi possono ben essere prescritte sul ricettario del servizio sanitario nazionale».

LA COMUNICAZIONE DELLA FNOMCEO

MODELLO DI REFERTO DA INVIARE AfirenzeLL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA

 

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