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La Medicina di Famiglia del domani (di Vittorio Boscherini - Segretario Provinciale FIMMG Firenze)
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Tira brutta aria (di Vittorio Boscherini, Segretario Provinciale Generale FIMMG Firenze)
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Comunicato stampa FIMMG Toscana 27/04/2020
07-09-2020/00:00:00 Visitato: 125
Tira brutta aria (di Vittorio Boscherini, Segretario Provinciale Generale FIMMG Firenze)

Tira brutta aria

 

Tira brutta aria e non tutti i medici di MG se ne sono accorti, si mette in dubbio il rapporto di fiducia della medicina generale con i cittadini italiani il nostro maggior valore. Veneto e Lombardia chiedono il nostro passaggio al rapporto a dipendenza, alcuni componenti del centro sinistra pure (in verità da sempre coerenti), i rappresentanti sindacali dei medici dipendenti lo invocano.

Non si comprende come si possa pensare di far cambiare il proprio medico di fiducia a milioni di italiani che se lo sono scelto, cambiare quel medico che da venti o trent’anni ha curato i genitori, i loro figli, i loro nipoti ed assegnare loro il medico di turno, come accade per gli ospedali e che non piace proprio ai cittadini. Vogliono implementare un sistema misto in parte con medici dipendenti in parte con medici liberi professionisti, ritornando alla situazione pre-riforma sanitaria, la naturale conseguenza è la fine della medicina generale che si fonda sul rapporto di fiducia, la fine della nostra categoria, la fine del nostro sistema pensionistico perché i dipendenti verseranno i contributi all’Inps, la fine di un SSN che all’estero molti ci invidiano per i risultati raggiunti.

Non c’è solo la parte pubblica ad invocare la nostra dissoluzione. I farmacisti chiedono di fare la diagnostica di primo livello, le vaccinazioni e nessuno gli ricorda la normativa sanitaria sulle incompatibilità e che alcuni atti come le vaccinazioni sono di esclusiva competenza dei medici, vedi consenso informato.

Gli infermieri auspicano di creare una categoria di professionisti che in parte si sovrappone alle nostre competenze in particolare per la gestione della cronicità non ricordando che non siamo nelle condizioni del nord America dove il rapporto numerico fra i medici e gli infermieri è a favore dei secondi mentre in Italia mancano anche infermieri. Vogliono fare la diagnostica di primo livello e non si ricordano che per ora non è permesso neanche ai medici di MG di farla nell’attività istituzionale e vogliono dirigere loro le USCA se queste faranno solo i tamponi, che di norma vengono eseguiti dagli infermieri.

La parte pubblica propone che le USCA, nelle quali lavorano molti medici neolaureati, gestiscano la fragilità, la cronicità e l’assistenza agli anziani nelle RSA non ricordandosi che per esercitare la Medicina Generale occorre, per norme europee, aver fatto il tirocinio.

Dobbiamo sempre ricordarci che siamo un sistema finanziato ad ISO risorse e che non possiamo sperare, se altri fanno quello che un tempo erano le nostre competenze, che un domani la nostra remunerazione rimanga la stessa.

L’università e alcuni ex medici di Medicina Generale pentiti auspicano che la formazione specifica della nostra professione sia gestita da coloro che di sanità territoriale, oltre a non averla mai praticata, neanche la conoscono e laureano sistematicamente medici che non sono in grado di esercitare la medicina del territorio.

Si parla di affidare l’assistenza sanitaria di primo livello delle RSA ad altre figure professionali, magari assunte direttamente dai gestori, e non ci si ricorda del comportamento omertoso dei medici dipendenti delle RSA della Lombardia e delle morti evitabili. Ma nelle RSA toscane i medici di medicina generale avrebbero permesso senza informare il mondo e i parenti che non erano attuate norme per evitare il contagio in quelle strutture?

Le aziende sanitarie hanno una scarsa considerazione della nostra attività; si dimenticano di distribuire ai medici di MG i dpi, nell’ospedale ogni paziente che accede fa un tampone; non si preoccupano di cosa accadrà in autunno quando si potrà sovrapporre il covid-19 all’influenza, si chiuderanno di nuovo gli ambulatori facendo pagare un ulteriore prezzo ai cittadini affetti da cronicità?

La nostra azienda fa una delibera dove una serie di competenze della medicina generale passano a gestione ospedaliera e a gestione infermieristica, non rispettando competenze e normative sanitarie, frutto di appetiti corporativi dei dipendenti medici ed infermieristici aziendali. E non importa se l’attacco è stato prontamente rintuzzato dal nostro sindacato e chi dirige la nostra azienda è prontamente tornato indietro, è un segnale che tira proprio una brutta aria ed occorre che tutta la medicina generale si dia una mossa.

Dobbiamo attrezzarci ad usare diagnostica di primo livello nella nostra attività senza se e senza ma, lo possiamo fare dall’air del 2012, possiamo partire domani con un’aia. Dobbiamo dire che la deburocratizzazione e la digitalizzazione attuata durante la pandemia covid, che ha agevolato l’erogazione delle nostre prestazioni, deve rimanere anche a regime e che anche per noi devono essere fatte delibere che ci permettano il monitoraggio dei pazienti fragili attraverso la telemedicina.

Dobbiamo chiedere il riassorbimento da parte della Medicina generale delle attuali competenze delle USCA e trasformarle insieme alla riorganizzazione della Continuità assistenziale in un servizio aggiuntivo a livello territoriale.

Deve essere portata a compimento l’organizzazione della medicina generale prevista dalla legge di riordino dell’assistenza Toscana, dall’ACN e dell’air, perché come si è dimostrato in Lombardia il covid-19 non può essere sconfitto a livello ospedaliero, perché ora la battaglia è essenzialmente territoriale ed il territorio ha necessità d’investimenti e di servizi aggiuntivi ed è necessaria la partecipazione della medicina generale alla gestione professionale delle aziende sanitarie toscane.

Avevamo una opportunità, il SSN aveva necessità della collaborazione dei medici di MG per effettuare i test sierologici ma l’abbiamo persa, io mi domando e chiedo a quei MG, che non hanno fatto i test al personale della scuola per paura del contagio, ma se quegli insegnanti vengono in ambulatorio perché gli fa male un ginocchio non li visitate per paura del contagio? Non hanno capito che esiste una quota di popolazione positiva e asintomatica che comunque verrà nei nostri studi e la soluzione non è quella di chiudere i nostri ambulatori e di non visitare i cittadini.

La linea del Piave per la MG saranno le vaccinazioni, chi si vaccina o fa richiami risponde meglio al covid-19. Occorre quindi vaccinare con antiinfluenzale più popolazione possibile, non solo per l’influenza ma anche per tutte le vaccinazioni lea e quelle fortemente consigliate, e potranno essere raggiunti target adeguati solo con la massiccia partecipazione di tutta la medicina generale.

I coordinatori di AFT devono ricercare e richiedere spazi adeguati al rispetto delle norme anti-contagio ai comuni, alle associazioni del volontariato, agli enti sportivi per organizzare la campagna di vaccinazione autunnale anche con metodiche innovative e cominciare a vaccinare prima possibile. La FIMMG farà pressioni affinché i vaccini arrivino nei tempi stabiliti e siano prontamente consegnati ai medici.

La FIMMG ha fatto già qualcosa un accordo con l’azienda per dotare tutti i medici che lo richiederanno del personale infermieristico e di segreteria, ora tocca all’organizzazione della Medicina Generale ed alle AFT implementare adeguati modelli di erogazione dei vaccini.

La vaccinazione antiinfluenzale sarà la prova generale della vaccinazione anti covid-19 e come il meningococco ha dimostrato per vaccinare in breve tempo tutta la popolazione occorre puntare sulla MG. Non possiamo assolutamente perdere questa opportunità per dimostrare che l’attuale Medicina Generale serve al SSN e forse a questo è legata la sopravvivenza della nostra categoria.

 

Vittorio Boscherini

Segretario Provinciale Generale FIMMG Firenze

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